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(`*•.¸(`*•.¸๑_ℓ@√®@_๑¸.•*´)¸.•*´)Una liceale appassionata al reale |
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September 08 THE FAMILY MANGiudizio sul film: “The family man” ![]() Questo film mi ha molto colpito perché mi ha fatto rendere conto di cose molto importanti, o meglio me le ha fatte rivedere, perché ne ero già a conoscenza (oltre al fatto che Nicolas Cage ha uno sguardo da paura!!!). E’ la storia di un uomo che sostiene di avere tutto ciò di cui ha bisogno, uno di quei ricchi che ha già “tutto inquadrato” e ha uno stile di vita invidiabile, quasi perfetto. Ma anche lui sente una mancanza, la mancanza di vivere la vita con una pienezza. Infatti, si può dire che lui viva per il lavoro, essendo un importante dirigente della Wall Street. Sente la mancanza dell’amore nella sua vita, l’amore di una moglie bella, l’amore dei figli, degli amici. Gli manca la bellezza che è originata dall’amore. D’un tratto incontra un uomo (bello questo dettaglio – tutti siamo salvi grazie ad un incontro…) che lo catapulta in quella che sarebbe stata la sua vita se avesse fatto delle scelte diverse. In effetti la vita di Jack come la mia è tutta uan trama di incontri! Si ritrova in un letto con la moglie e la bava di un cane, e poco dopo arrivano i bambini, e i suoceri… anche se non è la vita che lui avrebbe desiderato, e cioè con tanti soldi, con tutta la gente ai suoi piedi, comincia a prenderci gusto. Cerca anche di portare la sua vecchia vita nella nuova, cercando un lavoro che potesse fargli più possibilità, ma poi si rende conto (grazie alla moglie) che la sua vita è già bella così. Al momento in cui capisce ciò, non vuole più addormentarsi perché sa che al suo risveglio tutto tutto tornerà vuoto come prima e si mette in movimento per trovare la donna che sarebbe stata sua moglie. Sulla mia vita ha avuto un impatto interessante, perché anche io penso sempre “fosse se avessi fatto così invece che… la mia vita sarebbe migliore”, sto sempre a rimuginare sul passato senza poi godermi il presente, così butto il presente rimpiangendo sempre il passato che ho già buttato. Quando succede così mi accorgo di vivere una non vita e cerco sempre la dimensione più vera delle cose. Accadono giorni che hanno solo il sapore del rimpianto, e certi altri invece che straboccano di bellezza. Penso che dopo aver visto questo film avrò un atteggiamento diverso nei confronti della realtà! August 25 New Blog...NUOVO BLOG... http://www.bevilacqualaura.blogspot.com
Fateci 1 salto e lasciate 1 commento! August 21 Puro e disposto a salir a le stelleQuesta sera ho avuto molti pensieri. Nè positivi, nè negativi. Ho visto ben 2 stelle cadenti! Le stelle mi emozionano, mi fanno rendere conto di quanto è grande il cielo, di quanto è grande Dio e di quanto invece io sia piccola (e presuntuosa). Non credo a tutte quelle fandonie sull'oroscopo, o sul fatto che se vedi una stella cadente ed esprimi un desiderio poi si avvera, ma mi interessa molto trascorrere intere serate (sul tardi, perchè altrimenti la luce è troppo forte per vedere le stelle chiaramente) al cospetto di Dio. Tuttavia, è chiaro che poichè la realtà è un segno, appena ho visto la stella ho pensato ai miei amici. Più precisamente, ad un Amico in particolare, il quale mi ha permesso di averne tanti altri e di essere più me stessa. Più figlia dei miei genitori, più amica dei amici, più tutto, cento volte di più tutto. Ci sono alcuni volti che mi richiamano, mi ricordano che io ho un incredibile bisogno di esser fatta. Io sono perchè c'è qualcuno che continuamente mi fa essere. "Io sono Tu che mi fai". Vedendo la prima stella, ho pensato intensamente ai volti dei miei amici, ho desiderato ardentemente di essere con loro, perchè quando sono con loro sono facilitata a vedere la realtà nella sua vera sostanza. Sono facilitata a vedere il vero valore delle cose. E - me ne sono resa conto solo oggi - non mi scandalizzo più se qualcuno, o potrei essere io stessa, dice che fa qualcosa o va da qualche parte perchè ci sono gli amici. Un amico vero è un volto che ti richiama alla verità di te stesso, e cioè che tu sei perchè un altro ti vuole, un Altro ti vuole bene. E' la più grande delle evidenze: non ci facciamo da soli. Di questo me ne sono accorta appunto contemplando il cielo stellato stanotte. L'avevo sentito dire un sacco di volte, ma adesso ne ho fatto esperienza!
Ho incontrato degli amici, come Diego, che sono incredibilmente appassionati alle stelle. Bersanelli, Filippetti... tutta gente che vede le stelle alla luce della vera Stella. E' veramente incredibile, puoi rimanere solo stupito (e non stupefatto!) da quello che possono farti vedere. Si può guardare il più bel cielo stellato e non trattenerne nulla. E' la riprova che tutto parte dall'iniziativa di un Altro perchè se non c'è qualcuno che ti fa vedere ciò che già c'è, tu non puoi imparare, è a questo che servono i maestri! O meglio, è da questo che si vedono i VERI maestri. Mi viene in mente un incontro che ha tenuto il mio suddetto amico Diego a Terracina con alcuni amici di gs, organizzato dal mitico Agostino (un altro dei volti che mi richiama al reale). L'incontro più precisamente era sul desiderio di Felicità in Leopardi. Il punto è che io e Leopardi vogliamo la stessa felicità, la stessa di Cicerone, Pirandello, Euripide e i miei compagni di scuola. Perfino lo stesso di Hitler, Mussolini, Marx e tutti gli altri uomini. Cicerone del resto ci ha informato del fatto che "L'uomo desidera sempre qualcosa di divino e di infinito". Quel qualcosa che desideriamo, noi lo percepiamo intorno a noi, eppure non riusciamo a vederlo, a possederlo del tutto, ci accorgiamo che è nel mondo, ma pur possedendo il mondo non basta. Dunque chi sei Tu che se manchi, tutto, anche il mondo intero, non mi basta? Ma ci avete mai pensato voi a che significa quando dite la parola "desiderio"? Io non ci pensavo, finchè un amico non mi ha fatto notare l'etimologia latina (è in questi momenti che capisci perchè diavolo passi ore e ore sulle sudate carte a studiare tutte quelle assurde regole di latino!). Desiderio deriva dal latino de-sideribus: de come complemento di privazione e sideribus che vuol dire stelle. Dunque, il desiderio è una mancanza di stelle. Il desiderio cela nel profondo la tristezza più radicale: la mancanza di un bene assente. Quando sei triste, ti rendi conto anche di essere solo, fai davvero l'esperienza della solitudine, senti che la tua vita è dominata da un'assenza. E questo però, se sei leale con te stesso, ti spinge ad unirti a tutti gli altri uomini tristi come te, che provano la stessa sensazione. La solitudine generata dal desiderio dà origine all'unità. Quanto è bello l'uomo, e allo stesso tempo, quanto è difficile. Mi chiedo sempre se sia mai possibile essere ordinati senza una guida. Se non fossimo nel disegno più grande che qualcuno ha già fatto per noi, se non fossimo fatti per un destino buono, vivremmo, o sopravviveremmo? Se non fossimo certi di andare verso il bene, secondo me non ci prenderemmo neanche il disturbo di andare in bagno, o forse solo quello, perchè come dice un mio saggio amico, "con il tuo sforzo puoi andare solo al bagno". Anche lui è uno dei volti importanti... anche se quando fa queste battute perde punti. Secondo me, un amico vero si può definire come una stella luminosa, che si illumina ogni qualvolta può farti fare un passo avanti nella tua vita. Le stelle infatti, e questo è risaputo, per gli uomini di ogni tempo sono dei punti di riferimento. Camminare insieme ad un amico è il più bel punto di riferimento che si possa cercare! Io ho tanti amici con cui camminare, ho trovato le mie stelle, anzi, la Stella vera, "Colui che move il sole e le altre stelle". Sto parlando di Dio, ma non in senso astratto, in senso concretissimo. Sto parlando dei miei amici, dei loro volti, dei loro pregi e difetti, dei loro limiti e delle loro grandezze. Trovandomi ancora a dover affrontare il secondo liceo, non ho avuto modo di leggere il Purgatorio di Dante, e tantomeno il Paradiso. Ma ho visto una mostra su quest'ultimo, quella realizzata per il meeting 2005 dall'Associazione "Centocanti"(http://www.centocanti.it/template/contenuto.asp?IDFolder=178): "La gloria di Colui che tutto move". Mi ha colpito tantissimo, ogni singola cosa che veniva detta, ma in questo momento ritengo importante sottolineare un particolare. Mi sembra di aver capito che quando Dante arriva al punto di vedere Dio in faccia, e quindi la felicità - è quello che desiderano tutti, consciamente o inconsciamente - si trova davanti al riflesso di sè stesso. Può vedere il vero sè stesso, tutte le sue esigenze, i suoi desideri sono compiuti, il suo valore, il suo cuore è compiuto. La vera grandezza risiede in lui. All'inizio non avevo capito questa cosa, ed ero anche rimasta un po' delusa. Poi però ho capito. Uno fa tanta strada per vedere Dio in faccia, e finalmente, quando ci si trova davanti, non vede altro che il riflesso di sè stesso! Immaginate come ci si possa sentire grandi, straboccanti di gioia. Sei voluto così tanto, qualcuno ti vuole al mondo così tanto! Sei la possibilità per tutti di portare Cristo, che consiste di tutto, dà valore a tutto. Immagino che libertà abbia provato Dante in quel momento! Davanti a Dio, Dante capisce qual è la sua vera identità. Forse è l'unico momento in cui l'uomo non sente la sua sproporzione davanti a Dio perchè attraverso un'illuminazione divina la volontà di Dio e la sua sono perfettamente in armonia. Per questo credo che l'uomo desideri vedere Dio, perchè al suo cospetto possa sentirsi pienamente amato. Infatti è terribile, e allo stesso tempo fantastico, quando ci si trova davanti a qualcosa di bello, di grande, e percepirsi niente: un niente amato però. Davanti a Dio invece finalmente tutto il nostro valore è pieno. E' in virtù di questo che Cilla scrisse sul suo frigorifero "Cilla=niente". Non stava annullando la sua personalità come crederebbe qualunque "strizzacervelli" (se l'è strizzato lui il cervello così tanto da non vedere lo strato non superficiale delle cose). Stava esprimendo tutta la certezza che siamo amati, che Qualcuno ci vuole fortemente, che siamo amati per il nostro niente. Al triduo questa cosa è stata proprio evidente: ho capito che la fede diventa proprio vera e autentica quando percepisci che per te Dio è tutto. Quando ti trovi davanti a Lui perciò, per così dire, in piena simbiosi con Lui, non puoi che scoppiare di gioia... lo dice anche il mio amico Claudio Chieffo: "sento la vita che mi scoppia dentro al cuore, cammina l'uomo quando sa bene dove andare". Certi dell'amore di Dio e che andiamo verso di Lui, piena realizzazione di tutta la nostra mancanza, di tutto il nostro desiderio, certi che la nostra vita alla fine sarà dominata da una Presenza e non da un'assenza, camminiamo. Andiamo avanti, cresciamo. Finchè arriverà il giorno in cui finalmente Lo incontreremo. E così, la morte non può più fare paura. Voglio ringraziare per tutte le cose che ho imparato oggi con una canzone che ho imparato quest'anno in vacanza. E' l'Angelus in africano. Quale modo migliore di trattenere tutta questa bellezza, se non affidandola alla Madonna? SALELAKA MOKONZI
Salelaka mokonzi okoyoka ndel esengo
1. Bolingo bwa Nzambe boleki bonene, wana tindeli briso Yesu ntobikisi 2. Lolaka l'angelu loye Maria, nd'aboti Emmanuel Kristo Mosikoli 3. Mosaleli wa Nzambe nangi meli yo, mpo manso malobi yond'eyali nga Traduzione: Servi il Signore e sentirai gioia 1. Molto grande è l'amore del Signore per questo ci ha mandato Gesù Salvatore 2. L'annuncio dell'angelo Portò a Maria la nascita dell'Emmanuele Cristo, Colui che perdona 3. Il servitore del Signore accetta tutto ciò che Lui dice e Lo ama Per sentirla, su youtube c'è un simpatico gruppetto di gs (o del clu?!?) di non so dove che la canta davvero con gioia. August 16 Cori da La RoccaCito il passo che per me è stato più significativo (VII Coro)
Quindi giunsero in un momento predeterminato,
un momento nel tempo e del tempo,
un momento non fuori del, ma nel tempo, in
ciò che noi chiamiamo storia: sezionando, bisecando
il mondo del tempo, un momento nel tempo
ma non un momento di tempo,
un momento nel tempo ma il tempo fu creato attraverso
quel momento: poichè senza significato non c'è
tempo, e quel momento di tempo diede il significato.
Metto anche il testo originale...
Then came, at a predetermined moment, a moment
in time and of time,
a moment not out of time, but in time, in what we call
history: transecting, bisecting the world of time,
a moment in time but not like a moment of time,
a moment in time but time was made through that
moment: for without the meaning there is no time,
and that moment of time gave the meaning.
Castrorock... roba seria!
Castrorock Il ritorno...
Ragazzi siete stati davvero superlativi! Stavolta avete raggiunto davvero il top! Ottimo come sempre Marco alla chitarra, che con la sua passione è capace di far apprezzare del sano rock pure a una classica come me; grazie a Michele, che malgrado dopo il primo brano ha avuto poca voce, ha sfruttato al meglio questa condizione dimostrando che non tutti gli imprevisti sono negativi (e devo dire che quel tono donava una certa classe all'atmosfera!); grazie a Daniele, per gli effetti e le tastiere, che per la sua semplicità si distingue sempre; grazie a Giuseppe, alla batteria, che - come ha detto il mitico Michele - si vede poco ma si sente molto, grazie a lui quadrano tutti i conti e nessuno va fuori tempo; grazie a Beatrice, ai cori, che stavolta ha usato il microfono giusto per lei e si è sentita benissimo (10+); e infine, ma non per importanza, grazie a Diego, al basso, che è il più fotogenico del gruppo, e anche se parla poco si vede che è un tipo in gamba! A Michele comunque va un grazie doppio, se non triplo, perchè con il suo fascino travolgente è riuscito a rendere divertente anche un piccolo momento di crisi verificatosi praticamente alla fine dello spettacolo (mancava una canzone e mezza)... Improvviso crollo di corrente... Però se l'è cercata, perchè ha dedicato il brano a coloro che non volevano che i The Roc suonassero lì... e al "c'è qualcosa che non va" BUM!!! con il mitico assolo - seppur brevissimo - del batterista. Essendo la fan n°1 vi dico che questo è stato lo spettacolo meglio riuscito, perchè è stato eccezionale... Avede ecceduto al solito e siete andati oltre ogni previsione... al di là di ogni aspettativa! Bravi ragazzi... alla prossima! ps: saluti alla neo-presidentessa del fan club August 11 Mo ghile mear'Se/ mo laoch, mo Ghile Mear 'Se/ mo Chaesar Gile Mear Suan na/ se/an ni/ bhfuaireas fe/in O/ chuaigh i gce/in mo Ghile Mear Grief and pain are all I know My heart is sore My tears a'flow We saw him go .... No word we know of him... A proud and gallant cavalier A high man's scion of gentle mean(?) A fiery blade engaged to reap(?) He'd break the bravest in the field Chorus Come sing his praise as sweet harps play And proudly toast his noble frame With spirit and with mind aflame So wish him strength and length of day Chorus August 07 La fede: un metodo fondamentale per la cultura e la storiaLa fede: un metodo fondamentale per la cultura e la storia
July 13 StelleJuly 12 Vacanza GS Folgarida 2008
:-((¯`v´¯)
`·.¸.·´ ¸.·´¸.·´¨) ¸.·*¨) (¸.·´ (¸.·´ .·´¸¸.·´¯`·-> Mi hai abbandonata... July 07 Atto D'amore Ada NegriAtto d'amore
Non seppi dirti quant'io t'amo, Dio Ada Negri July 06 One Vision - QUEEN
July 03 Libera- Stay with meYou are everything I know Whichever way I go Forever stay with me You are everything I know Whichever way I go Forever stay with me Venite angeli Cantate Domino Laudate You see me through Whenever I'm afraid However far away Forever comfort me Venite angeli Cantate Domino Laudate Stay with me Stay with me You're on my side Whichever way I choose In everything I do Forever stay with me Venite Angeli Cantate Domino Laudate Venite Angeli Cantate Domino Laudate Stay with me July 02 Cilla.... Ho fatto una grande scoperta, una ragazza piccola e grande!
July 01 Forever young...Forever young
(Bob Dylan)
May God bless and keep you always,
May your wishes all come true, May you always do for others And let others do for you. May you build a ladder to the stars And climb on every rung, May you stay forever young, Forever young, forever young, May you stay forever young. May you grow up to be righteous, May you grow up to be true, May you always know the truth And see the lights surrounding you. May you always be courageous, Stand upright and be strong, May you stay forever young, Forever young, forever young, May you stay forever young. May your hands always be busy, May your feet always be swift, May you have a strong foundation When the winds of changes shift. May your heart always be joyful, May your song always be sung, May you stay forever young, Forever young, forever young, May you stay forever young. Traduzione: Possa Dio benedirti e proteggerti sempre, possano tutti i tuoi desideri diventare realtà, possa tu sempre fare qualcosa per gli altri e lasciare che gli altri facciano qualcosa per te, possa tu costruire una scala verso le stelle e salirne ogni gradino, possa tu restare per sempre giovane per sempre giovane per sempre giovane, possa tu restare per sempre giovane. Possa tu crescere per essere giusto, possa tu crescere per essere sincero, possa tu conoscere sempre la verità e vedere le luci che ti circondano, possa tu essere sempre coraggioso stare eretto e forte e possa tu restare per sempre giovane per sempre. Possa tu restare per sempre giovane, possano le tue mani essere sempre occupate, possa il tuo piede essere sempre svelto, possa tu avere delle forti fondamenta quando i venti del cambiamento soffiano, possa il tuo cuore essere sempre gioioso, possa la tua canzone essere sempre cantata, possa tu restare per sempre giovane ,possa tu restare per sempre giovane
June 30 DantismoUltimamente ho imparato qualche terzina...
La gloria di colui che tutto move
per l'universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove
poca favilla gran fiamma seconda
tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e com'è duro calle
lo scendere e l'salir per l'altrui scale
considerate la vostra semenza:
fatti non fosti a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza
le cose tutte quante
hanno un ordine, e questo è forma
che l'universo a Dio fa somigliante
State contenti, umana gente al quia
chè, se potuto aveste veder tutto
mestier non era parturir Maria Scuola di comunitàCi sono alcuni punti che mi hanno colpita molto...
"Sento la necessità di una svolta nel trattare le cose quotidiane, che significa non considerarle più come risultato di una mia bravura, ma ringraziamento perchè mi sono regalate da un Altro" (Alessandra). June 22 Estote FortesEstote fortes
Luca Marenzio
Estote fortes in bello,
et pugnate cum antiquo serpente.
Et accipietis regnum aeternum.
Alleluia.
Traduzione:
Siate forti in guerra,
e lottate contro l'antico serpente.
E riceverete il regno eterno.
Alleluia Solo lo stupore conosceQuando ascolto la Sonata per arpeggione e pianoforte di Schubert non posso fare a meno di augurarmi che lo sviluppo del cammino di ciascun uomo raggiunga la medesima perfezione espressiva – armonica e melodica – di questo capolavoro.
La musica, così intensamente carica e vibrante di dolcezza, senza nessuna pretesa di impressionare, si svolge discretamente, accettando di nascere da ciò che c’è, quasi obbedendo a qualcosa d’altro che non l’effluvio dei pensieri del compositore. E proprio in questa obbedienza, nell’amorevole approfondirsi del rapporto con ciò che è dato,
Schubert scopre il Mistero e si avvicina alla perfezione.
Metafora della vicenda umana: ognuno di noi è fatto perché la sua vita raggiunga una perfezione di armonia e melodia. Da che cosa può nascere la gioia se non da questa obbedienza? Perché l’armonia è un’obbedienza:
Chi riconosce ciò per cui è fatto, chi desidera la perfezione della sua vita, la chiede, la segue, le obbedisce.
Il secondo movimento di questa Sonata è un' appassionata e tenace domanda.
Mi immagino Schubert teso alla bellezza e alla perfezione in quello che scriveva, disponibile al vero e al bello. E quale atteggiamento dell’uomo è rivelatore di questa disponibilità, che è pure l’unico modo per conoscere veramente?
Innanzitutto lo stupore.
Lo stupore è lo sguardo contemplativo, è la conseguenza dell’unico modo di abbracciare veramente un fatto, un avvenimento, un incontro.
“I concetti creano gli idoli, solo lo stupore conosce”
(Gregorio di Nissa)
Abbracciando il vero e il bello la nostra persona si costruisce. La personalità è data dalla coscienza del fine, da un giudizio sulle cose, dalla coscienza del rapporto delle cose con il fine, e dalla libertà come adesione, come energia che fa aderire al fine della propria azione.
Dall'introduzione di Luigi Giussanani
dal libretto incluso nel CD della Collana "Spirito Gentil"
Grazie a Daphne
June 11 Sintesi del programmaAll’inizio di quest’anno scolastico mi è stato proposto lo scopo di verificare che Gesù è ragionevole per la mia vita, e visto che io vivo un’amicizia proprio in virtù di questa certezza, questo tempo mi è stato utile ad approfondire ancora di più il mi rapporto con Gesù.
Abbiamo “fissato” delle condizioni per conoscere la realtà e poi giudicarla. Prima di tutto occorre essere realisti, cioè partire dalla realtà stessa, e non da un progetto che io ho già in mente. In secondo luogo c’è bisogno di usare la ragione nell’approccio alla realtà, e di quest’aspetto mi ha colpito il concetto di ragione che mi è stato offerto: “la ragione è la capacità di rendersi conto della realtà secondo la totalità dei suoi fattori”. Mi ha colpito perché ho imparato a muovermi in modo diverso, soprattutto nello studio, e soprattutto mi è stato utile per capire che la ragione deve essere aperta, quindi valutare tutto, non chiusa e rivolta solo ad un particolare; infatti noi vogliamo conoscere tutto e per ciò che sia di meno non ci fermiamo e la nostra ragione non trova la sua soddisfazione. E’ vero che la definizione mi aiuta a sorprendere quello che vivo, se non avessi imparato la frase a memoria, spesso farei tutto in modo diverso. Infine, ho scoperto la differenza tra moralismo e moralità: il moralismo richiede coerenza, ed effettivamente per me è faticoso, e credo sia falso per la posizione umana; la moralità è invece l’atteggiamento che assumiamo di fronte alla realtà, e chiede una conversione del cuore. Mi sono accorta che la moralità è più giusta rispetto al moralismo (oltre che ultimamente più comoda) perché spesso sbaglio, e mi perderei un sacco di cose se rimanessi attaccata a un giudizio sbagliato che do, che automaticamente si trasformerebbe in un pregiudizio. Tenendo presente questi tre fattori, l’oggetto che noi vogliamo conoscere quindi è Gesù. Per verificare che Lui sia ragionevole per la mia vita, c’è bisogno che io faccia un confronto con le esigenze del mio cuore, e vedere se vi è una corrispondenza. La cosa che mi colpisce è che non si può arrivare ad una “conclusione”, perché Gesù è un fatto che accade, anzi, riaccade ogni giorno, perciò questa verifica dovrebbe essere continua. Lo strumento che abbiamo dentro di noi, anche se non ce lo siamo creato da soli, è il cuore, che ha le stesse esigenze e gli stessi desideri del cuore di tutti quanti gli uomini. E’ infatti proprio il cuore il criterio con cui possiamo giudicare ciò di cui facciamo esperienza: facciamo un’esperienza non quando proviamo una cosa, ma, appunto, dopo averla giudicata. Vivendo mi sono accorta che il mio cuore vive in attesa di qualcosa di talmente grande che anche se ho tutto non mi basta, e mi sono resa conto che ciò che solo colma le attese del mio cuore è Cristo, che anche se mi faccio mille progetti sulla mia vita, è l’unico che riesce a stupirmi sempre, a far accadere qualcosa di ancora più grande di ciò che aspettassi.
Nella seconda parte dell’anno, che ho trovato ancora più sorprendente, abbiamo approfondito che rapporto c’è tra ragione e rivelazione. Già nei precedenti anni scolastici, ma in particolare in quest’anno, in cui con latino e greco mi sono trovata a studiare molto autori nati prima di Cristo (quindi, la rivelazione di Dio), avevo intuito che il mio cuore fondamentalmente chiede ciò che chiede il loro. Soprattutto nei greci emerge tantissimo questa cosa, perché loro cercavano in tutto la perfezione, nella scrittura, nell’arte, nella filosofia, e perciò nel loro approccio alla realtà partivano dall’ideale (cioè dall’immagine di una cosa quando è compiuta) per arrivare alla realtà, che si accorgevano che fosse limitata. Questo loro atteggiamento mi colpisce e lo ammiro molto, perché si può dire quasi che la cultura greca, avendo costantemente e tragicamente in qualche modo invocato Dio, sia stata una lunga profezia. Per aiutarci nel giudicare questo atteggiamento, ci è stato proposto un brano del “Fedone” di Platone, di confrontare l’Ulisse omerico e l’Ulisse dantesco, e poi di paragonarlo a Giacobbe. Ulisse mi ha colpito più di tutti, probabilmente perché in quest’anno è stato per me oggetto di studio in molti ambiti. Ho molto approfondito l’umanità di questo personaggio, che mi ha davvero esterrefatta, e mi ha affascinato anche la visione in chiave cristiana che si ha su di lui. Nell’epos omerico, Ulisse rappresenta l’uomo astuto, intelligente, coraggioso e dalla mente poliedrica (“uomo dal multiforme ingegno”), e incarna nel modus vivendi dell’uomo greco il coraggio, l’ardimento e la forza d’animo. E’ capace di adattarsi a tutte le circostanze, e determina le imprese in base alla sua volontà e al suo ostinato e insaziabile desiderio di conoscenza, e proprio questa sete lo spinge a compiere le cose che fa, volendo ad ogni costo spingersi oltre i limiti posti alla conoscenza umana. E’ l’eroe dell’Odissea, ma anche uno dei principali fautori della sconfitta di Troia, fu lui infatti a concepire il noto “inganno del cavallo”. Tornerà finalmente alla sua amata Itaca dopo dieci anni di peripezie, sterminerà i Proci che gli avevano sperperato i beni e umiliato moglie e figlio. A questo punto darà inizio al suo viaggio alla volta delle “Colonne D’Ercole”. Poteva essere punito per mille motivi, perché ne aveva combinate di tutti i colori, invece no. Non viene punito per il desiderio del suo cuore di andare oltre, di scoprire qual è che significato nascosto che c’è oltre la realtà e di cui la realtà è segno, ma perché ha l’assurda pretesa di scavalcare il suo limite con le proprie forze. Avrebbe dovuto accettare che fosse il Mistero stesso a presentarsi a lui, e in questo suo degnissimo desiderio c’è un grande dramma, infondo Dio sarebbe arrivato tantissimo tempo dopo. In una parola, Ulisse viene punito per la sua presunzione. Platone è già meno presuntuoso, e Giacobbe ci mostra l’atteggiamento della nostra continua lotta alla scoperta del Volto che ha questo Mistero. La nostra vita infatti tutto un grido a questo Oltre: “Fatti vedere!”.
Tutte queste testimonianze mi hanno fatto capire quale sia proprio la radice del rapporto tra ragione e rivelazione, è proprio il paradosso umano: alla fine si arriva alla conclusione che o la risposta stessa alle nostre domande ci si fa incontro, o rimaniamo senza risposta. Il vertice della ragione è proprio ammettere che Dio ci si faccia incontro, perché noi non possiamo avere la pretesa di possederlo, di conoscerlo totalmente, di imprigionarlo in un’immagine che ci facciamo di Lui. L’unico problema è che essendo umani abbiamo la tendenza a voler dare un volto al significato della nostra vita, e in questo caso ci creiamo degli idoli. Ciò accade quindi quando abbiamo la pretesa di affermare una nostra teoria sulla realtà. Mi è capitato molto spesso di assumere questo atteggiamento, e mi sono accorta che a lungo andare può portare solo alla delusione (perché mi illudo di aver risolto tutti i miei problemi) e alla noia (perché prima o poi mi accorgo che non è ciò che corrisponde alle attese del mio cuore).
Ma la cosa che senza dubbio mi ha aperto di più il cuore, è stata la terzina del secondo canto del Purgatorio di Dante: “State contenti, umana gente al quia; chè se potuto aveste veder tutto, mestier non era parturir Maria”. Ho capito che l’uomo può sforzarsi quanto vuole a cercare il mistero con le sue forze, ma Ulisse ci testimonia che così si è destinati a perdere. La nostra ricerca è inconsistente se non è il Mistero stesso a rivelarsi. Soprattutto, ho imparato a fare attenzione anche al più piccolo dei particolari della mia vita, perché tutto richiama Dio. Tutta la proposta cristiana è esemplarmente e poeticamente sintetizzata in tre versi.
Anche per questo argomento, per poterlo giudicare, abbiamo “fissato” dei criteri.
Prima di tutto la nostra ragione deve ammettere che l’ipotesi di una rivelazione sia possibile; poi ci accorgiamo facilmente che quest’ipotesi è la più conveniente per la nostra vita; infine questa rivelazione deve presentarsi in modo che l’uomo possa percepirla, e da parte nostra deve esserci l’umiltà del non dire “Ho capito tutto!” perché è assurdo, ma dobbiamo lasciare aperto il nostro cuore perché possiamo conoscere il Mistero ogni volta di più.
Nella mia vita, prima che Dio mi fosse venuto a cercare, a chiamare, sinceramente non l’avevo mai cercato più di tanto, infatti più di presunzione, io potrei essere accusata di viltà. Io L’ho accolto nella mia vita, e chiedo sempre di essere capace di farlo tutti i giorni, perché a volte non si presenta secondo i miei schemi, e infatti è proprio stupida la mia pretesa di voler rendere finito l’Infinito.
Non sapevo però cosa mi stessi perdendo! La gloria di Colui che tutto move"La gloria di Colui che tutto move"
Ciao a tutti.
All'università di lettere di Cassino (in sede Via Zamosh) i ragazzi del Clu hanno proposto una mostra sul paradiso di Dante (presa dal meeting 2006). Perchè non andiamo a vederla tutti insieme? C'è anche Paola Pagano a guidarla, e secondo me potrebbe essere una proposta interessante. Io ho aiutato a montarla e ho visto un po' di che si tratta, e fidatevi se vi dico che è forte. In più hanno collaborato alla realizzazione dei pannelli Stefano Nembrini e Roberto Olmo, che sono venuti a farci la testimonianza due anni fa in vacanza. L'ultimo giorno in cui è possibile vedere la mostra è venerdì fino alle 18.00, perciò affrettiamoci! Indicativamente, diamoci appuntamento per giovedì pomeriggio verso le 5. La durata della guida è di circa mezz'ora/tre quarti d'ora. Ci vediamo lì. Ciao |
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